Di seguito l'elenco degli incontri già programmati:
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mercoledì 14 marzo 2012
Conferenze preistoriche a Firenze
Non mancate all'appuntamento con la paleontologia nelle conferenze legate alla mostra Dinosauri in Carne e Ossa a Firenze, al giovedì alle 17:00 presso la Sala Strozzi (Via La Pira 4). L'ingresso è libero.
mercoledì 15 giugno 2011
Happy Birthday Dr. Horner
Al Nostro Presidente Onorario, tanti auguri da parte di tutti i membri dell'APPI!
link:
http://mtprof.msun.edu/Spr2004/horner.html
http://www.youtube.com/watch?v=0QVXdEOiCw8&feature=youtu.be
http://www.youtube.com/watch?v=xYbMXzBwpIo&feature=youtu.be
link:
http://mtprof.msun.edu/Spr2004/horner.html
http://www.youtube.com/watch?v=0QVXdEOiCw8&feature=youtu.behttp://www.youtube.com/watch?v=xYbMXzBwpIo&feature=youtu.be
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lunedì 3 agosto 2009
Diario di viaggio: parte 2
Ben ritrovati!
Alcune immagini da Ducky Tail, il sito su cui ho lavorato durante l'estate.
Abbiamo chiuso il sito pochi giorni fa, ed ora stiamo aspettando l'elicottero per trasportare le "jacket", ossia le capsule di gesso che contengono i reperti.
Una di esse, contenete parte della coda, diversi elementi pelvici e delle zampe posteriori, ha dimensioni ragguardevoli: 1,50 x 2,40 metri. Non abbiamo avuto modo, infatti, di separare questi elementi e ottenere diverse jacket, decidendo di sfruttare l'opzione elicottero... un grosso elicottero!
La strada per arrivare al sito presenta alcuni punti interessanti, come l'attraversamento di diversi corsi d'acqua che propongono alcune sfide: in questo caso, per attraversare Ash Creek, abbiamo dovuto "riempire" il corso d'acqua con dei grossi tronchi, per permettere ai nostri veicoli di guadare senza problemi il torrente. Abbiamo ovviamente cercato di impedire il bloccaggio del corso d'acqua, ancorando allo stesso tempo i tronchi al fondo con pali di metallo, ma alla prima piena, dopo una pioggia torrenziale, i tronchi sono stati portati via...probabimente ora fluttuano tra le onde del lago di Fort Peck...
Brian Baziak alle prese con il guado:
Al secondo tentativo abbiamo optato per la costruzione di un vero e proprio ponte...
Quando il sito fu scoperto, nell'estate del 2007 da Bob Harmon, ecco quanto fosse possibile vedere dell'animale: alcune vertebre caudali, parzialmente "divorate" da un cespuglio. Ci sarebbe voluto molto lavoro per portare alla luce tutto il resto...
La foto offre uno spunto interessante: il problema della vegetazione. Radici di vari tipi amano crescere intorno ai fossili e spesso al loro interno, pregiudicandone le condizioni di conservazione. Come estirpare queste radici senza compromettere il reperto costituisce un problema non sempre facile da risolvere... In questo caso, alcune (fortunatamente poche) vertebre non ce l'hanno fatta. I loro frammenti sono stati tuttavia raccolti in carta d'alluminio e saranno portati in laboratorio con tutto il resto. La freccia (anche se in questa foto, a differenza di tutte le altre, non indica il Nord) misura 10 cm.
L'inizio degli scavi: all'estrema destra si vede il cespuglio della precedente immagine e si nota il resto della coda, intorno alla quale abbiamo scavato una piccola trincea. Nella parte alta della foto, sotto quella piccola collina, si trova il resto dell'animale, per la precisione altri 69 elementi...


Ed ecco che iniziano i lavori...
Visione frontale: la prima immagine mostra i primi giorni, la seconda gli ultimi. Nella prima foto Justin Heck, Jared Heuck e Amanda Morgan. Nella seconda Nathan Carroll, Bob Harmon e Alida Bailleul. Potete notare le dimensioni delle jacket da quella ai piedi di Nathan o da quella su cui Alida sta seduta. La prima contiene una tibia ed una fibula semi-articolate,un ischio, una falange e parte di un metatarso; la seconda le altre tibia e fibula,parte di una falange ed un quarto reperto che non siamo stati in grado di dissotterrare a sufficienza per riconoscerlo.
Un po' d'ombra fa sempre comodo, specie quando le temperature vanno oltre i 40 gradi per un mese intero...

Da sinistra: Joseph Tonna, Vann Smith, Justin Heck -di spalle- , Andy Parpart, Bob Harmon -di spalle- davanti a Michiel Pillet, Jacob Heck, Amanda Morgan e Paul Brooks -di spalle- al lavoro sul sito. Sulla sinistra potete vedere una caratteristica dei primi giorni di scavo: matrice rocciosa in volo...
Jacob e Christian Heck, Andy Parpart, Joseph Tonna e Amanda Morgan al lavoro nella fase successiva alla rimozione della matrice sovrastante i fossili. Gli strumenti e lo sguardo si affinano, e qualcosa inizia a spuntare dalla roccia...ma essendo ancora troppo vicini alla superficie della collina, i reperti non sono proprio perfetti: l'erosione superficiale ha intaccato questi resti, e solo alcuni di essi possono essere estratti senza colpo ferire. Ma la collina ha in serbo sorprese molto interessanti...
E come ogni buona storia a puntate, proprio sul piú bello vi rimando alla prossima per scoprire di cosa si tratta...
Alessandro Carpana
Alcune immagini da Ducky Tail, il sito su cui ho lavorato durante l'estate.
Abbiamo chiuso il sito pochi giorni fa, ed ora stiamo aspettando l'elicottero per trasportare le "jacket", ossia le capsule di gesso che contengono i reperti.
Una di esse, contenete parte della coda, diversi elementi pelvici e delle zampe posteriori, ha dimensioni ragguardevoli: 1,50 x 2,40 metri. Non abbiamo avuto modo, infatti, di separare questi elementi e ottenere diverse jacket, decidendo di sfruttare l'opzione elicottero... un grosso elicottero!
Brian Baziak alle prese con il guado:
Al secondo tentativo abbiamo optato per la costruzione di un vero e proprio ponte...
La foto offre uno spunto interessante: il problema della vegetazione. Radici di vari tipi amano crescere intorno ai fossili e spesso al loro interno, pregiudicandone le condizioni di conservazione. Come estirpare queste radici senza compromettere il reperto costituisce un problema non sempre facile da risolvere... In questo caso, alcune (fortunatamente poche) vertebre non ce l'hanno fatta. I loro frammenti sono stati tuttavia raccolti in carta d'alluminio e saranno portati in laboratorio con tutto il resto. La freccia (anche se in questa foto, a differenza di tutte le altre, non indica il Nord) misura 10 cm.
Ed ecco che iniziano i lavori...
Visione frontale: la prima immagine mostra i primi giorni, la seconda gli ultimi. Nella prima foto Justin Heck, Jared Heuck e Amanda Morgan. Nella seconda Nathan Carroll, Bob Harmon e Alida Bailleul. Potete notare le dimensioni delle jacket da quella ai piedi di Nathan o da quella su cui Alida sta seduta. La prima contiene una tibia ed una fibula semi-articolate,un ischio, una falange e parte di un metatarso; la seconda le altre tibia e fibula,parte di una falange ed un quarto reperto che non siamo stati in grado di dissotterrare a sufficienza per riconoscerlo.
Un po' d'ombra fa sempre comodo, specie quando le temperature vanno oltre i 40 gradi per un mese intero...
Da sinistra: Joseph Tonna, Vann Smith, Justin Heck -di spalle- , Andy Parpart, Bob Harmon -di spalle- davanti a Michiel Pillet, Jacob Heck, Amanda Morgan e Paul Brooks -di spalle- al lavoro sul sito. Sulla sinistra potete vedere una caratteristica dei primi giorni di scavo: matrice rocciosa in volo...
E come ogni buona storia a puntate, proprio sul piú bello vi rimando alla prossima per scoprire di cosa si tratta...
Alessandro Carpana
sabato 20 giugno 2009
Diario di viaggio: parte 1
Finalmente, dopo alcuni giorni di maltempo, il lavoro é iniziato!
Il sito che mi é stato assegnato contiene i resti di un adrosauride, presumibilmente Edmontosaurus, che comprendono diverse costole e vertebre ed una coda articolata di un paio di metri. Nella prima settimana di scavi e’stata portata alla luce l’intera coda, fino al bacino, anche se l’estremitá é mancante. La zona pelvica é presente, ma proprio lì inizia la frammentazione: dalla zona in cui le vertebre sacrali sono fuse insieme (caratteristica comune in questi animali) la spina dorsale si interrompe. A questo punto, poi, é stata ritrovata una delle zampe posteriori, articolata e perfettamente al proprio posto, con la tibia ben riconoscibile. Il lavoro da svolgere consiste nel cercare all’interno della collina, verso cui si “dirige” la spina dorsale, eventuali resti del cranio dell’animale, che aumenterebbero di molto il valore del ritrovamento.
Fortunatamente,i resti si trovano presso la sommitá di una collina, rendendo quasi nullo il lavoro di asportazione del detrito roccioso per portare alla luce le ossa fossili. Il fatto che queste si trovino poi in una matrice sabbiosa rende tutto ancora piú semplice: solitamente, infatti, piú il sedimento in cui i fossili si trovano é fine, piú aumentano i problemi legati all’esposizione dei fossili stessi, causando instabilitá degli stessi durante lo scavo e, spesso, rotture legate alla rigiditá della roccia. A volte ci si ritrova a dover asportare molti metri cubi di solida roccia, utilizzando martelli pneumatici e grossi attrezzi, per poter arrivare allo strato fossilifero: in questo caso, invece, abbiamo poca matrice a sovrastare i fossili e la sua consistenza non pone di certo troppi problemi.
Ora non resta che continuare quanto iniziato, scavando trincee attorno alle ossa giá ritrovate e cercandone di nuove, preparandosi ad un gran lavoro finale quando, una volta ingessato l’apparato coda-zampa posteriore, ci si preparerá al trasporto di una capsula (costituita da ossa fossili avvolte in uno o piú strati di ingessatura a scopo protettivo) di così grandi dimensioni: se non sará possibile suddividere la parte articolata in frazioni di minori dimensioni, sará infatti ncessario l’intervento di un elicottero, essendo impossibile raggiungere la zona degli scavi con mezzi terrestri, se non a piedi.
Alessandro Carpana
Il sito che mi é stato assegnato contiene i resti di un adrosauride, presumibilmente Edmontosaurus, che comprendono diverse costole e vertebre ed una coda articolata di un paio di metri. Nella prima settimana di scavi e’stata portata alla luce l’intera coda, fino al bacino, anche se l’estremitá é mancante. La zona pelvica é presente, ma proprio lì inizia la frammentazione: dalla zona in cui le vertebre sacrali sono fuse insieme (caratteristica comune in questi animali) la spina dorsale si interrompe. A questo punto, poi, é stata ritrovata una delle zampe posteriori, articolata e perfettamente al proprio posto, con la tibia ben riconoscibile. Il lavoro da svolgere consiste nel cercare all’interno della collina, verso cui si “dirige” la spina dorsale, eventuali resti del cranio dell’animale, che aumenterebbero di molto il valore del ritrovamento.
Fortunatamente,i resti si trovano presso la sommitá di una collina, rendendo quasi nullo il lavoro di asportazione del detrito roccioso per portare alla luce le ossa fossili. Il fatto che queste si trovino poi in una matrice sabbiosa rende tutto ancora piú semplice: solitamente, infatti, piú il sedimento in cui i fossili si trovano é fine, piú aumentano i problemi legati all’esposizione dei fossili stessi, causando instabilitá degli stessi durante lo scavo e, spesso, rotture legate alla rigiditá della roccia. A volte ci si ritrova a dover asportare molti metri cubi di solida roccia, utilizzando martelli pneumatici e grossi attrezzi, per poter arrivare allo strato fossilifero: in questo caso, invece, abbiamo poca matrice a sovrastare i fossili e la sua consistenza non pone di certo troppi problemi.
Ora non resta che continuare quanto iniziato, scavando trincee attorno alle ossa giá ritrovate e cercandone di nuove, preparandosi ad un gran lavoro finale quando, una volta ingessato l’apparato coda-zampa posteriore, ci si preparerá al trasporto di una capsula (costituita da ossa fossili avvolte in uno o piú strati di ingessatura a scopo protettivo) di così grandi dimensioni: se non sará possibile suddividere la parte articolata in frazioni di minori dimensioni, sará infatti ncessario l’intervento di un elicottero, essendo impossibile raggiungere la zona degli scavi con mezzi terrestri, se non a piedi.
Alessandro Carpana
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