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mercoledì 28 ottobre 2009

VISITA al MUSEO G. CAPELLINI di Bologna

Domenica 8 Novembre 2009

10 Euro a testa comprensivi di:

- viaggio in pullman;

- visita guidata al Museo Geologico G. Capellini, che oltre alle migliaia di reperti in esposizione e al gigantesco calco di Diplodocus (che festeggia il suo centenario) ospita ora la mostra "I Dinosauri Italiani", con esposizione di opere di paleoartisti italiani, il calco di "Antonio" (il meraviglioso e completissimo adrosauro rinvenuto in Friuli) e che si è arricchita della presenza del vero fossile di Scipionyx samniticus, detto "Ciro", il primo dinosauro ritrovato in Italia ed uno dei meglio conservati al mondo;

- pranzo alla parmigiana presso il Museo


Iscritti all'Associazione: 10 Euro
Non iscritti: Quota di iscrizione (10 Euro fino ai 14 anni; 15 Euro da 15 anni in su) + 10 Euro


Per informazioni:
telefono: 347 4888630
e-mail: associazionepaleontologica@yahoo.it

lunedì 19 ottobre 2009

Dinosauri piumati, divulgazione e piramidi...

In qualità di studenti della "cosa naturale" applicata alla conoscenza del tempo profondo(non importa se di matrice naturalistica o geologica) il nostro dovere è quello di "formalizzare" quelle nozioni a cui ognuno di noi ha avuto accesso in svariati modi( libri, documentari, articoli...) in maniera metodica, in modo da applicare il rigore del metodo scientifico in senso stretto alla nostra passione. Per far questo, noi studenti italiani spesso troviamo svariate difficoltà nell'affrontare argomenti sviluppati o aggiornati nell'ultimo 20ennio di ricerca paleontologica (e non...) a causa di percorsi di studio programmati decenni fa, con libri di testo spesso obsoleti ed inadatti a rincorrere il costante progresso ottenuto in campi come quello della ricerca paleobiologica. Questo si ripercuote come una piramide su tutto il terreno mediatico arrivando a sfiorare le menti di tutti, non solo degli interessati. Atavismi genereranno incomprensioni, da qui all'informazione distorta tipica dei mediocri standar divulgativo-scientifici dei nostri giorni il passo è breve.

Da questo interesse per il panorama divulgativo nasce questo post, essendo questa un'associazione che si propone di divulgare la scienza paleontologica nel nostro paese. Che piaccia o meno, tutti ne sono interessati, dagli accademici ai ricercatori, dagli studenti all'appassionato all'interessato di cultura generale (e anche più in là) , ognuno viene a contatto con gli effetti che la divulgazione comporta.

Come tutti gli appassionati di scienze paleontologiche e dinosauri sapranno , gli uccelli sono dinosauri. Così come Triceratops, Tyrannosaurus e Velociraptor hanno avuto assegnato un posto ben preciso nel gruppo di vertebrati dominante nel mesozoico(251-65 milioni di anni fa), l'ultimo 40ennio di ricerche ha consolidato l'idea che il gruppo comprendente il comune passero, la colomba, il condor e l'aquila non sia altro che una gang ancora dominante gli ambienti terrestri, aerei e marini da 65 milioni di anni fa ad oggi!

Questo è un fatto come affermare che la nostra specie appartiene al gruppo dei primati (gorilla, scimpanzè, bonobo...), che la Terra gira intorno al Sole o che i virus causano le influenze...

Per quanto dimostrato da molti campi della ricerca scientifica, un'imbarazzante serie di detto e non detto, discorsi vaghi ed errati, riempie i libri di testo didattici alimentando quel circolo vizioso di ignoranza a cui ho precedentemente accennato.

Giorni fa sfogliavo il mio libro di zoologia dei vertebrati appena acquistato. Rimasi stupito dalla chiarezza e schiettezza con cui , le relazioni filogenetiche degli uccelli venivano discusse.

Citando il testo:"Il famoso zoologo inglese Thomas Henry Huxley[...]denominò gli uccelli "rettili glorificati" e li classificò all'interno di un gruppo di dinosauri saurischi chiamati teropodi, che mostravano diverse caratteristiche simili a quelle degli uccelli...I dinosauri teropodi condividono con gli uccelli molti caratteri derivati..." Per quanto anche questo testo non sia esule da imprecisioni e "smussamenti", (forse dovuti al non voler approfondire troppo un discorso abbastanza esteso o ad altri di natura editoriale), ciò che è scritto nel paragrafo è fondamentalmente corretto, con costanti rimandi alle omologie riscontrati fra gli uccelli viventi e i gruppi di theropodi fossili descritti recentemente (evidenze di piumaggio, furcula,carpale semilunato...), evitando, dal vertice di questa "piramide divulgativa" ogni fraintendimento, imprecisione o quant'altro possa alimentare quel flusso di a-scientificità al quale il nostro ambiente divulgativo ci ha abituati.



Riferimenti:



Diversità animale, 4a edizione, Hickman et al., Mc Graw-Hill

lunedì 5 ottobre 2009

International Conference on Vertebrate Paleobiogeography


Si è concluso mercoledì 30 settembre l'evento "International Conference on Vertebrate Paleobiogeography" , serie di conferenze sulla paleontologia e sulla dispersione geografica di alcuni dei più importanti fossili di vertebrati attualmente noti alla scienza.
Si è trattato di un evento di particolare rilevanza scientifica, organizzato dal Museo Geologico e Paleontologico Giovanni Capellini di Bologna.
Oltre all'opportunità di ampliare le proprie conoscenze sugli argomenti trattati, è stata una grande occasione per sentirsi partecipe di quell'iter scientifico, fatto di formulazione di ipotesi, dibattiti e divulgazione fra alcuni dei più noti paleontologi italiani ed internazionali(fra questi ricordiamo Eric Buffetaut, Philippe Taquet, Matthew Lamanna, Philip J. Currie, Fabio Marco Dalla Vecchia, Cristiano Dal Sasso).

Fra i talk più interessanti, una revisione sulla distribuzione geografica dei tyrannosauridi, la ridescrizione dell'olotipo di Scipionyx samniticus di Pietraroja denominato "Ciro"(Dal Sasso & Maganuco,in press.), nuovi studi sulla paleoicnologia (studio delle orme fossili) mesozoica pugliese, sulla filogenesi degli squamati(il gruppo comprendente gli estinti mosasauri e i serpenti).

Il 30 settembre inoltre si è svolta un'escursione guidata a "Villaggio del Pescatore", il sito presso Trieste in cui è stato rinvenuto "Antonio", il favoloso reperto di hadrosauroide italiano(Dalla Vecchia,in press.), fra i più completi al mondo.

Oltre ad un'esperienza unica, in cui giovani studenti come noi hanno avuto modo di confrontarsi con le ben più mature conoscenze di studiosi del calibro di Dalla Vecchia e Currie, è stata anche un'opportunità per conoscersi, crescere e consolidare vecchi legami fra persone unite dalla pura e semplice passione per la paleontologia.

Vi segnalo infine alcuni link sull'evento:

http://www.museocapellini.org/paleonet/public/path.jsp?idPath=m3QJytYsgNLz ;

http://gogodinosaurs.splinder.com/post/21406993/I+Dinosauri+Italiani%3A+al+via+l

http://gogodinosaurs.splinder.com/post/21435377/Alla+corte+del+bell%27Antonio

http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/20691380/%22I+dinosauri+italiani%22%2C+a+Bolo

http://theropoda.blogspot.com/2009/09/sortita-theropodologica-al-congresso-di.html

http://pakozoic.blogspot.com/2009/09/septiembre-de-congresos-fe-de-erratas.html

lunedì 21 settembre 2009

VISITA al MUSEO G. CAPELLINI di Bologna

Domenica 8 Novembre 2009

10 Euro a testa comprensivi di:

- viaggio in pullman;

- visita guidata al Museo Geologico G. Capellini, che oltre alle migliaia di reperti in esposizione e al gigantesco calco di Diplodocus (che festeggia il suo centenario) ospita ora la mostra "I Dinosauri Italiani", con esposizione di opere di paleoartisti italiani, il calco di "Antonio" (il meraviglioso e completissimo adrosauro rinvenuto in Friuli) e che si è arricchita della presenza del vero fossile di Scipionyx samniticus, detto "Ciro", il primo dinosauro ritrovato in Italia ed uno dei meglio conservati al mondo;

- pranzo alla parmigiana presso il Museo


Solo per gli iscritti all'Associazione


Per informazioni:
telefono: 347 4888630
e-mail: associazionepaleontologica@yahoo.it

giovedì 13 agosto 2009

Incontro

Domenica 20 settembre 2009
Dalle ore 10.00 alle ore 20.00

SALONE PARROCCHIALE DI ALBERI DI VIGATTO (PARMA),
in Via Martinella 147

-Reportage degli scavi in America
-Fotografie
-Filmati
-Esposizione di Paleoarte

-Alle 12:00, alle 15:00 ed alle 17:00 interventi del Presidente Alessandro Carpana e dei Paleoartisti Fabio Pastori e Fabio Manucci

Ricco buffet
ENTRATA LIBERA

Partecipate tutti e portate nuovi amici

Per informazioni:
telefono: 347 4888630
e-mail: associazionepaleontologica@yahoo.it

lunedì 3 agosto 2009

Diario di viaggio: parte 2

Ben ritrovati!
Alcune immagini da Ducky Tail, il sito su cui ho lavorato durante l'estate.
Abbiamo chiuso il sito pochi giorni fa, ed ora stiamo aspettando l'elicottero per trasportare le "jacket", ossia le capsule di gesso che contengono i reperti.
Una di esse, contenete parte della coda, diversi elementi pelvici e delle zampe posteriori, ha dimensioni ragguardevoli: 1,50 x 2,40 metri. Non abbiamo avuto modo, infatti, di separare questi elementi e ottenere diverse jacket, decidendo di sfruttare l'opzione elicottero... un grosso elicottero!


La strada per arrivare al sito presenta alcuni punti interessanti, come l'attraversamento di diversi corsi d'acqua che propongono alcune sfide: in questo caso, per attraversare Ash Creek, abbiamo dovuto "riempire" il corso d'acqua con dei grossi tronchi, per permettere ai nostri veicoli di guadare senza problemi il torrente. Abbiamo ovviamente cercato di impedire il bloccaggio del corso d'acqua, ancorando allo stesso tempo i tronchi al fondo con pali di metallo, ma alla prima piena, dopo una pioggia torrenziale, i tronchi sono stati portati via...probabimente ora fluttuano tra le onde del lago di Fort Peck...

Brian Baziak alle prese con il guado:
Al secondo tentativo abbiamo optato per la costruzione di un vero e proprio ponte...


Quando il sito fu scoperto, nell'estate del 2007 da Bob Harmon, ecco quanto fosse possibile vedere dell'animale: alcune vertebre caudali, parzialmente "divorate" da un cespuglio. Ci sarebbe voluto molto lavoro per portare alla luce tutto il resto...
La foto offre uno spunto interessante: il problema della vegetazione. Radici di vari tipi amano crescere intorno ai fossili e spesso al loro interno, pregiudicandone le condizioni di conservazione. Come estirpare queste radici senza compromettere il reperto costituisce un problema non sempre facile da risolvere... In questo caso, alcune (fortunatamente poche) vertebre non ce l'hanno fatta. I loro frammenti sono stati tuttavia raccolti in carta d'alluminio e saranno portati in laboratorio con tutto il resto. La freccia (anche se in questa foto, a differenza di tutte le altre, non indica il Nord) misura 10 cm.


L'inizio degli scavi: all'estrema destra si vede il cespuglio della precedente immagine e si nota il resto della coda, intorno alla quale abbiamo scavato una piccola trincea. Nella parte alta della foto, sotto quella piccola collina, si trova il resto dell'animale, per la precisione altri 69 elementi...




































Ed ecco che iniziano i lavori...
Visione frontale: la prima immagine mostra i primi giorni, la seconda gli ultimi. Nella prima foto Justin Heck, Jared Heuck e Amanda Morgan. Nella seconda Nathan Carroll, Bob Harmon e Alida Bailleul. Potete notare le dimensioni delle jacket da quella ai piedi di Nathan o da quella su cui Alida sta seduta. La prima contiene una tibia ed una fibula semi-articolate,un ischio, una falange e parte di un metatarso; la seconda le altre tibia e fibula,parte di una falange ed un quarto reperto che non siamo stati in grado di dissotterrare a sufficienza per riconoscerlo.
Un po' d'ombra fa sempre comodo, specie quando le temperature vanno oltre i 40 gradi per un mese intero...



















Da sinistra: Joseph Tonna, Vann Smith, Justin Heck -di spalle- , Andy Parpart, Bob Harmon -di spalle- davanti a Michiel Pillet, Jacob Heck, Amanda Morgan e Paul Brooks -di spalle- al lavoro sul sito. Sulla sinistra potete vedere una caratteristica dei primi giorni di scavo: matrice rocciosa in volo...

Jacob e Christian Heck, Andy Parpart, Joseph Tonna e Amanda Morgan al lavoro nella fase successiva alla rimozione della matrice sovrastante i fossili. Gli strumenti e lo sguardo si affinano, e qualcosa inizia a spuntare dalla roccia...ma essendo ancora troppo vicini alla superficie della collina, i reperti non sono proprio perfetti: l'erosione superficiale ha intaccato questi resti, e solo alcuni di essi possono essere estratti senza colpo ferire. Ma la collina ha in serbo sorprese molto interessanti...

E come ogni buona storia a puntate, proprio sul piú bello vi rimando alla prossima per scoprire di cosa si tratta...

Alessandro Carpana

sabato 20 giugno 2009

Diario di viaggio: parte 1

Finalmente, dopo alcuni giorni di maltempo, il lavoro é iniziato!
Il sito che mi é stato assegnato contiene i resti di un adrosauride, presumibilmente Edmontosaurus, che comprendono diverse costole e vertebre ed una coda articolata di un paio di metri. Nella prima settimana di scavi e’stata portata alla luce l’intera coda, fino al bacino, anche se l’estremitá é mancante. La zona pelvica é presente, ma proprio lì inizia la frammentazione: dalla zona in cui le vertebre sacrali sono fuse insieme (caratteristica comune in questi animali) la spina dorsale si interrompe. A questo punto, poi, é stata ritrovata una delle zampe posteriori, articolata e perfettamente al proprio posto, con la tibia ben riconoscibile. Il lavoro da svolgere consiste nel cercare all’interno della collina, verso cui si “dirige” la spina dorsale, eventuali resti del cranio dell’animale, che aumenterebbero di molto il valore del ritrovamento.
Fortunatamente,i resti si trovano presso la sommitá di una collina, rendendo quasi nullo il lavoro di asportazione del detrito roccioso per portare alla luce le ossa fossili. Il fatto che queste si trovino poi in una matrice sabbiosa rende tutto ancora piú semplice: solitamente, infatti, piú il sedimento in cui i fossili si trovano é fine, piú aumentano i problemi legati all’esposizione dei fossili stessi, causando instabilitá degli stessi durante lo scavo e, spesso, rotture legate alla rigiditá della roccia. A volte ci si ritrova a dover asportare molti metri cubi di solida roccia, utilizzando martelli pneumatici e grossi attrezzi, per poter arrivare allo strato fossilifero: in questo caso, invece, abbiamo poca matrice a sovrastare i fossili e la sua consistenza non pone di certo troppi problemi.
Ora non resta che continuare quanto iniziato, scavando trincee attorno alle ossa giá ritrovate e cercandone di nuove, preparandosi ad un gran lavoro finale quando, una volta ingessato l’apparato coda-zampa posteriore, ci si preparerá al trasporto di una capsula (costituita da ossa fossili avvolte in uno o piú strati di ingessatura a scopo protettivo) di così grandi dimensioni: se non sará possibile suddividere la parte articolata in frazioni di minori dimensioni, sará infatti ncessario l’intervento di un elicottero, essendo impossibile raggiungere la zona degli scavi con mezzi terrestri, se non a piedi.

Alessandro Carpana