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venerdì 27 agosto 2010
APPI DAY 4
Dalle 10:00 alle 20:00
APPI DAY 4
...Incontro aperto al pubblico presso il SALONE PARROCCHIALE DI ALBERI DI VIGATTO
(Via Martinella 147)
- Relazioni paleontologiche
- Esposizione di paleoarte
- Filmati e Fotografie degli scavi in Montana, USA
- Ricco buffet
ENTRATA LIBERA
Partecipate tutti e portate nuovi amici!
Per informazioni:
telefono: 347 4888630
e-mail: associazionepaleontologica@yahoo.it
Non mancate per festeggiare il primo anno di incontri!
lunedì 2 agosto 2010
Come riconoscere un osso fossile di dinosauro sul campo
Vi pongo una domanda: per esempio, se vi trovaste sul campo, riuscireste a scovare ossa fossili di dinosauro in mezzo a rocce e polvere?
Ecco un video che può spiegarvi uno dei più importanti segreti della paleontologia dei vertebrati...
Fatto?
L'osso si attacca alla lingua, perchè?
L'osso di un vertebrato è costituito da materiali organici (proteine per esempio) e cristalli (prodotti dall'organismo stesso) che conferiscono all'osso la tipica durezza e la compattezza.
Poichè il tessuto osseo è vivo, cresce e si modifica durante la vita dell'organismo.
Per fare ciò, esso è attraversato da vasi sanguigni che hanno il ruolo di permettere al sangue di rifornire i tessuti dell'ossigeno e delle sostanze necessarie per la vita delle cellule.
Questi canali, scavati nella parte dura dell'osso permangono anche una volta avvenuta la fossilizzazione, ed è proprio per queste "porosità" che l'osso aderisce in questo modo alla nostra lingua.
Ringrazio Fabio Manucci per la ripresa del video e Filippo Bertozzo, Marco Petruzzelli, Marco Castiello e Matteo Fabbri per l'applauso...
mercoledì 14 luglio 2010
E alla fine...ne è rimasto solo uno!
L'oggetto della conferenza era costituito dagli studi rivoluzionari che John e il Prof. Horner stavano portando a compimento riguardo a due dinosauri molto noti eppure,a quanto pare, ancora poco conosciuti: Triceratops e Torosaurus.
John ha infatti illustrato come, confrontando crani di diversi esemplari ed osservando sezioni sottili delle ossa fossili di entrambi i generi fosse possibile notare come Torosaurus non fosse altro che lo sviluppo, in età avanzata, di Triceratops.
A questo punto sarebbe stato necessario dare un unico nome ad entrambi, essendo di fatto appartenenti ad un unico genere. Ci sono regole precise in merito: il primo dei due ad essere stato "battezzato" ha il diritto di mantenere il proprio nome. Othniel Charles Marsh coniò il nome Triceratops nel 1889, mentre battezzò Torosaurus 2 anni più tardi: la precedenza spetta a Triceratops, mentre Torosaurus giunge al capolinea.

Ricostruzione di un anziano Triceratops, fino a poco tempo fa ancora chiamato Torosaurus, all'interno del Museum of the Rockies di Bozeman, Montana.
Da oggi, con la pubblicazione dell'articolo Torosaurus Marsh, 1891, is Triceratops Marsh, 1889 (Ceratopsidae: Chasmosaurinae): synonymy through ontogeny sul Journal of Vertebrate Paleontology del luglio 2010 (qui il dettagliato comunicato sul sito della Montana State University) possiamo effettivamente considerare "estinto" Torosaurus.
giovedì 17 giugno 2010
I mondiali di _Tyrannosaurus rex_
Basta una partita/scoperta per far gridare il facile "te l'avevo detto", non sapendo che un processo di conoscenza è per definizione "critico", con l'allenatore/paleontologo che si sbatte per anni per elaborare le proprie tattiche/ipotesi . Così, dopo i pareggi stentati, vengono le magie degli attaccanti/le scoperte di fossili a conservazione eccezionale, e le ipotesi più ardite e ipercriticate dai "possidenti di poltrona" si sbriciolano come sotto le cannonate di un centravanti.
mercoledì 12 maggio 2010
Sulle orme dei dinosauri
Volete sapere come si svolge il lavoro sul campo?
Quali informazioni si possono ottenere dai fossili ancora prima di estrarli dalle rocce?
Non mancate alla conferenza, organizzata dall'Archeoclub di Parma, di Alessandro Carpana, che parlerà degli scavi condotti in Montana sulla Hell Creek Formation, in cerca dei fossili di Tyrannosaurus e Triceratops...

Giovedì 20 maggio 2010, ore 17:00
nella Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Parma, presso il Palazzo della Pilotta
Per maggiori informazioni.
lunedì 10 maggio 2010
Dino-lap-dance
Amate donne poco vestite messe al palo e dinosauri nudi?
:)
Ringrazio l'ideatore della trovata e la fonte da cui ho tratto spunto Andrea Cau
martedì 6 aprile 2010
Io sono un anello mancante!
Tralasciando la discussione specifica sull’argomento (ancora, a quanto ho capito, lo studio scientifico ufficiale non è uscito), giornali e telegiornali hanno riempito articoli e servizi usando quello sporco termine: “anello mancante”.
Esso non solo è sbagliato da un punto di vista tecnico-scientifico, ma persino fuorviante, tanto da rischiare di danneggiare il reale intento di divulgazione.
Una catena, è costituita da un insieme sequenziale di anelli, che si succedono l’uno dopo l’altro, iniziano e completano una sequenza lineare. Ma la filogenesi, la disciplina che rappresenta i legami evolutivi fra le varie specie di organismi , ci insegna che questi sono tutto fuorché lineari. Da un evento evolutivo, discendono due specie diverse, e così via, si generano sempre due “vie”, due rami. La rappresentazione più ragionevole delle relazioni evolutive fra specie è dunque un albero: un insieme di ramificazioni, i cui rami rappresentano le diverse specie, ognuna si congiunge con quella più vicina tramite una base in comune, o nodo, segno di una provenienza da una medesima popolazione ancestrale. Ecco perché il termine “anello mancante” non solo è formalmente scorretto nel gergo tecnico, ma finisce per tramandare un concetto che non è sostenuto nemmeno dalla scienza ufficiale.
Quanto all’apparente delirio di megalomania che sembra trapelare dal titolo del post, chiunque abbia (o abbia avuto) a che fare (come me in questo momento), con il “dens sapientae” , forse sarà sorpreso di sapere che quello, è il segno inconfutabile di una nostra appartenenza a “quell’albero evolutivo”.
I denti del giudizio
infatti non sono altro che una serie di terzi molari, utili in altre specie di primati a noi imparentate per masticare cibi duri e coriacei. Le mutazioni genetiche incorse all’interno della nostra “ popolazione ancestrale più recente in comune” sono responsabili di aver determinato durante la nostra crescita, una mandibola relativamente più piccola, senza spazio per questi inutili ultimi molari. Questi riescono a spuntare solo durante la maturità (fra i 16 e 24 anni), cosa che per noi non è un grande svantaggio , abituati come siamo a consumare cibi teneri (una serie di denti grossi e larghi in più o in meno non ci impedisce certo di mangiare con più o meno gusto “polenta e osei” o una gustosa fiorentina ai ferri).
Morale: La prossima volta che un vostro parente cercherà di sorprendervi con la notizia della scoperta di un nuovo anello mancante, lo sbalordirete dicendo che voi stessi siete la traccia indelebile di un fenomeno evolutivo passato.
